B. Dortmund, gli Ultras decentrano il tifo

BVB ultras

“Il successo ha portato sempre più clienti anziché fan”, “il rapporto tra club e fan è scomparso”, “il divario tra Ultras e tifosi normali sta aumentando”.
Su questi temi stanno ragionando da tempo i tre principali gruppi ultras del Muro Giallo, la famosa curva del Borussia Dortmund: The Unity, Desperados e Jubos.
Nonostante sia ancora universalmente riconosciuta come la curva più calorosa di Germania, gli ultras del Dortmund hanno notato una involuzione negli ultimi anni. Non tanto a livello di presenza, sempre molto alta, ma per quanto concerne il sostegno, i cori, la partecipazione.

“Abbiamo una reputazione in tutto il mondo della quale purtroppo non siamo più all’altezza” è il titolo di un volantino-manifesto distribuito dagli ultras “The Unity”.
Cosa fare? Pare che i tre gruppi abbiano trovato un accordo: allargarsi.
Ad oggi, il nucleo del tifo caldo giallonero è racchiuso nei settori (blocchi) 12 e 13, ossia i settori più centrali. Per far crescere la partecipazione di tutta la curva, hanno deciso di spostarsi verso l’esterno: The Unity si occuperà del settore 14, Desperados e Jubos del settore 11. In pratica, i cori saranno lanciati dall’esterno della curva verso l’interno, capovolgendo la prassi in voga praticamente in tutte le curve del mondo.

E’ un argomento che merita una riflessione, anche in Italia. Potrebbe essere un metodo da replicare, utile a risolvere i problemi di scarsa partecipazione al tifo delle estremità delle gradinate?

La libertà

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La libertà non è fare il cazzo che ti pare. Lo dovresti sapere, ormai. Perché a ogni tua azione corrisponde una reazione.
Non è filosofia di merda, no. È fisica. Il mondo gira così, tra un contropiede e l’altro.
E si può stare al mondo solo in due modi: in catene o liberi. No, non parlo di catene reali, di ferri più o meno arrugginiti messi da qualche divisa serva dello stato e confermati da qualche toga serva dello stato.
C’è più gente libera in galera che nelle tribune vip degli stadi di mezza Europa.
Parlo di catene mentali, di presunte certezze figlie del pregiudizio e madri di ogni giudizio. Sicurezze che danno insicurezza all’anima, portandoci a scegliere una comoda prigione dipinta di libertà da discount piuttosto che la scomoda estraneità alla massa.

Onore agli uomini realmente liberi. Agli estranei, agli eretici, agli eterodossi.