Ulteriore repressione

Fumogeno

Decreto sicurezza bis.
Codice comportamentale.

Gli ultimi infami tentativi del Sistema di togliere colore alle gradinate.

Insufficienza di prove

AcabAcab, A

Paolo Scaroni è un tifoso del Brescia.
Lo era anche 24 settembre 2005.
Il giorno di Verona – Brescia.

Quel giorno, alle 20, la sua vita cambia per sempre.
Perché durante una carica della polizia viene letteralmente massacrato.
Colpito alla testa più volte.
Col manganello imbracciato al contrario.

Un mese di coma.
“Scontri tra ultras”, dicevano i pennivendoli.
Invece no. Paolo si risveglia e racconta tutto.
A una poliziotta.
Che indaga sui colleghi e scopre verbali truccati, omertà, pestaggi sistematici organizzati.

Lo Stato, resosi conto di essere colpevole, risarcisce Paolo. Il suo 100% di invalidità, l’incapacità di parlare con fluidità, la gamba trascinata perché il cervello non funziona bene, vale 1 milione e 400 mila euro.
Perché Paolo è così per colpa dei servitori dello Stato.

Si, ma quali servitori?
Non si sa. Non ci sono numeri identificativi sui caschi e sulle divise.
Però ci sono testimonianze, verbali taroccati, referti medici.
Non bastano.
Ieri sera lo Stato ha assolto gli agenti in divisa a processo.
Insufficienza di prove.

P. S.
6 ore dopo il brutale pestaggio di Paolo Scaroni, a Ferrara viene fermato un giovane. Si chiama Federico Aldrovandi.
Aldro, per gli amici.

Decreto sicurezza bis: meno diritti anche allo stadio

Risultati immagini per avvocato emilio coppola
Il problema è serio.
Decenni di repressione indiscriminata, di inutili tessere del tifoso, di caro biglietti, di articoli 9 e altre amenità, non sono evidentemente bastate al Sistema Calcio.
Postiamo qui due contributi, entrambi “firmati” dall’avvocato napoletano Emilio Coppola, tra i più noti e competenti esperti di leggi riguardanti la vita da stadio e il calcio in generale.

Il sedicente decreto sicurezza bis è un pericoloso peggioramento delle libertà individuali e collettive. Ovviamente, anche il mondo del tifo, organizzato o meno, è sotto la lente di ingrandimento di questo ennesimo tentativo di repressione di un movimento sociale che, al netto di errori e contraddizioni, rappresenta comunque l’ultimo baluardo al sacrificio del Calcio sull’altare del Profitto.

Vi invitiamo, quindi, ad ascoltare attentamente quanto riportato in questo video:

e poi a leggere quanto riportato in questo articolo, tratto dal sito Identità Insorgenti:

Su sollecitazione di molti che mi hanno chiesto cosa cambia nelle manifestazioni sportive dopo il decreto sicurezza bis, decreto che nasceva per contrastare una serie di fenomeni sull’immigrazione clandestina e per lo svolgimento imminente delle Universiadi a Napoli.

Non entro nel merito delle due questioni ma affronto quello che è disciplinato dal decreto sicurezza bis al capo tre, ossia le disposizioni urgenti in materia di contrasto alla violenza in occasioni di manifestazioni sportive: è stato infatti completamente riformato l’articolo 6 della legge 401/89 che era l’articolo cardine che disciplinava il Daspo. Nella nuova formulazione viene estesa la possibilità ai questori e al personale di polizia di emanare Daspo per i soggetti non solo denunciati ma anche per quei soggetti che abbiano incitato o inneggiato o indotto alla violenza. Questo chiaramente è un’estenzione discrezionale estensiva dei poteri dei questori che possono censurare alcuni comporamenti e magari tollerarne degli altri. Avremo il rischio concreto che qualche questura in Italia, nel prossimo campionato, possa daspare soggetti che magari si sono resi responsabili del gesto dell’ombrello verso il tifoso avversario, dicendo che quel comporamento che in un certo senso può indurre alla violenza. Quindi una novità introdotta che mi sento di poter criticare foremente per la discrezionalità a cui si espone. Inoltre vi è la possibilità di emanare Daspo per una condotta singola o di gruppo tenuta all’estero e non solo per episodi violenti ma anche per episodi che possono indurre alla violenza. Quindi basta andare a bere nel pub sbagliato all’estero con i propri amici con la digos che segue la tifoseria all’estero che fa rapporto in questura per avere il Daspo da parte della Questura dove si risiede.

Inoltre viene estesa la possibilità di emanare Daspo non solo nei confronti di soggetti che si rendono responsabili di delitti o che comunque vengono denunciati in occasione di manifestazioni sportive ma anche di soggetti che vengono denunciati per la legge sulle armi e per le risse, non in occasioni di manifestazioni sportive ma nella vita di tutti i giorni. Quindi se domani vi vedete con i vostri amici fuori ad un locale e venite purtroppo coinvolti in una rissa sappiate che i Questori hanno la possibilità di emanare il Daspo nei vostri confronti.

E veniamo a un punto molto dolente della nuova disciplina che è l’aumento della durata del Daspo per i recidivi che non sarà più da 5 a 8 anni come prevedeva la legge Renzi-Alfano ma sarà da 6 a 10 anni. Quindi va fatta molta attenzione alla riabilitazione amministrativa: lì dove siano trascorsi 3 anni dallo scadere del Daspo e non ci si è resi responsabili di ulteriori reati o denunce, va chiesta la riabilitazione amministrativa alla questura di competenza, con i propri legali o direttamente in questura: un consiglio che mi sento di dare perché entrare oggi in nello scaglione dei recidivi significa la morte del tifoso.

Inoltre il decreto sicurezza bis istituzionalizza la figura del “tifoso spione” ossia chiunque viene daspato se collabora nell’indentificazione di soggetti che magari si sono resi responsabili in gruppo di alcune condotte può avere un trattamento sanzionatorio diverso o addirittura la revoca del provvedimento, anche lì dove si ripara il danno creato – e questo potrebbe avere una logica, mentre la prima mi pare un po’ fuori dalle righe. Inoltre viene estesa la possibilità di fare il daspo ai soggetti sottoposti a misure di prevenzione. C’è inoltre una parte che riguarda la materia dei rapporti tra società e tifosi e viene fatto assoluto divieto alle società di concedere biglietti a titolo agevolato o gratuito, titoli di viaggio – basti pensare alle tifoserie che seguono le coppe europee – ai soggetti destinatari di Daspo. Quindi le società le società che affrontano le coppe europee, ad esempio che vogliono organizzare un charter, non possono affidarsi a tifosi daspati. Viene inoltre equiparato l’arbitro a un incaricato di pubblico servizio estendendo la sei quater della legge 401/89.

Altra novità importante è che viene introdotta un aggravante del codice penale sull’articolo 61 che riguarda appunto le aggravanti, viene data la possibilità di contestare questa aggravante quando il reato viene commesso durante le manifestazioni sportive.

Inoltre vengono estese le possibilità di fermi per gli indiziati di reato e – udite, udite – l’unico sistema che stava funzionando attualmente nel nostro sistema di procedura penale, quella dell’ipotesi di particolare tenuità, che ha fatto sì che sia io che molti colleghi siamo riusciti ad ottenere questa pronuncia da parte dei tribunali nelle ipotesi come ad esempio l’introduzione di una torcia all’interno dello stadio, oggi l’ipotesi di particolare tenuità per lo stadio non è più ravvedibile.

Credo che sia questa la novella più significativa del decreto sicurezza bis in materia di manifestazioni sportive. Questo è quello che ha voluto il ministro dell’Interno, quello che qualche mese fa stringeva la mano a un tifoso di un’altra squadra definendosi amico degli ultras.

Ora al di là delle idee politiche di ognuno, il mio auspicio è che questa materia non venga disciplinata con questi colpi di mano improvvisi e continui ma che si metta mano veramente, ad esempio levando ai questori il potere di daspare, che andrebbe lasciato ai giudici, come avviene in Inghilterra, cosa che nessuno dice affinché ci sia un contraddittorio pieno prima dell’emanazione di un Daspo.

Questo, intanto, è lo Stato di Polizia che ci sarà nel prossimo campionato dalle prime informazioni arrivate. Naturalmente vigileremo e seguiremo gli sviluppo di questa materia.

Avvocato Emilio Coppola

“Jihad o ultras”, ci mancava di essere paragonati all’Isis!

Jihad Ultras

Un articolo uscito ieri su Il Manifesto, subito rimbalzato in rete su vari siti, esponeva l’organizzazione della sicurezza per gli europei di calcio che prenderanno il via il 10 giugno. L’articolo, scritto bene e in maniera chiara, descriveva la macchina preventiva e repressiva messa su dalla Francia (e non solo) per il grande evento sportivo, tenendo presente che la ferita degli attacchi di Novembre è ancora aperta.
E brucia, cazzo se brucia.

Fin qui nulla da dire. E’ il titolo, però, a fare infuriare: “Jihad o ultras, il gioco si fa duro. Teste di cuoio per Euro 2016”. Jihad o ultras. Mettere vicini questi due termini conduce inevitabilmente al seguente ragionamento: che siano islamisti armati di bombe o fucili oppure ultras, poco cambia… sempre terroristi sono! E la risposta non può che essere la medesima in entrambi i casi: le Teste di cuoio!

Provo disgusto per titoli come questo, specie se fatti da un giornale, Il Manifesto, che invece si è sempre distinto per l’originalità spiazzante dei propri titoli. L’avessero scritto Libero o il Giornale…
Proprio per questo motivo è tutto ancor più raccapricciante: accomunare gli ultras, cioè coloro che seguono la propria squadra (o la propria nazionale) con tutti i limiti e gli errori della passione più pura ed estrema, a dei terroristi che in nome di un dio massacrano indiscriminatamente donne, uomini, anziani e bambini, è stomachevole.

E’ da farabutti.